Mission e Principi ispiratori


FINI ISTITUZIONALI

Il fine istituzionale e statutario della R.S.A. Piccola Casa Divina Provvidenza è quello di erogare servizi socio sanitario assistenziali alla popolazione anziana, ed in particolare a quella non autosufficiente e con elevato grado di fragilità, ovvero a rischio di perdita di autonomia.

Tale scopo per altro deriva direttamente dalla esplicita volontà del fondatore della Istituzione Mons. Pietro Trabattoni, e trova esecuzione nello statuto che disciplina il funzionamento aziendale ed in particolare della Residenza Sanitario Assistenziale.

La "missione" Istituzionale viene inoltre resa operativa nel rispetto ed in aderenza alle prescrizioni nazionali e regionali in materia, secondo le modalità previste dai Piani territoriali e condividendo pienamente l'assunto che sottende alla normativa attuale che prevede come il "curare" debba essere sempre più inteso come il "prendersi cura" del soggetto nella sua dimensione completa e sotto ogni aspetto.

E' per questo che accanto alle funzioni assistenziali e sanitarie si è inteso prestare particolare attenzione anche agli aspetti sociali e spirituali degli ospiti ricoverati.

Se da un lato è evidente che i soggetti attualmente inseriti nelle strutture socio sanitarie evidenziano sempre maggiori fragilità nelle autonomie e nelle condizioni cliniche, e ciò porta ad una necessaria "sanitarizzazione" del servizio, dall'altro lato è altrettanto vero che la R.S.A. non è, o non è solo, un "piccolo ospedale", poiché le persone che vi sono ospitate non manifestano semplicemente una patologia acuta che richiede un ricovero temporaneo, ma invece essi vivono stabilmente, e presumibilmente fino al termine della loro esistenza, in tale contesto, per cui la "risposta" non può essere solo di cura delle patologie ma completa di presa in carico complessiva, poiché deve garantire che gli anziani ospitati trascorrano il più serenamente possibile, pur all'interno di una struttura residenziale, quell'ultima parte della loro vita.

Inoltre è impegnata ad operare in spirito di opportuna collaborazione con le altre R.S.A. del territorio e le Istituzioni superio

PRINCIPI SULL'EROGAZIONE DEI SERVIZI

L'attività della Struttura, al fine di garantire, nel rispetto della persona, della sua individualità e della sua privacy una qualità di vita il più possibile elevata, è improntata ad alcuni fondamentali principi:

Uguaglianza - ogni persona ha il diritto di ricevere l'assistenza e le cure mediche più appropriate, senza discriminazione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche e condizioni socio-economiche;

Imparzialità - i comportamenti degli operatori verso gli utenti sono ispirati a criteri di obiettività, giustizia ed imparzialità;

 

Continuità - viene assicurata la continuità e regolarità delle cure e dell'assistenza. In caso di funzionamento irregolare o di interruzione del servizio sono adottate misure volte ad arrecare agli utenti il minor disagio possibile;

Partecipazione - viene garantita all'utente (o se incapace ai suoi familiari) la partecipazione al piano di trattamento individuale, attraverso un'informazione corretta, chiara e completa. Sono previste inoltre la possibilità di esprimere la propria valutazione sulla qualità delle prestazioni erogate e di inoltrare osservazioni o suggerimenti per il miglioramento del servizio.

Efficienza ed efficacia - il servizio pubblico è erogato in modo da garantire un ottimale rapporto tra risorse impegnate, attività svolte e risultati ottenuti.

 

CARTA DEI DIRITTI DELL'ANZIANO
(D.G.R. 14 DICEMBRE 2001 – N. 7/7435)
La persona ha il diritto:

  • Di sviluppare e di conservare la propria individualità e libertà
  • Di conservare e veder rispettate, in osservanza dei principi costituzionali, le proprie credenze, opinioni e sentimenti
  • Di conservare le proprie modalità di condotta sociale, se non lesive dei diritti altrui anche quando esse dovessero apparire in contrasto con i comportamenti dominanti nel suo ambiente di appartenenza
  • Di conservare la libertà di scegliere dove vivere
  • Di essere accudita e curata nell'ambiente che meglio garantisce il recupero della funzione lesa
  • Di vivere con chi desidera
  • Di avere una vita di relazione
  • Di essere messa in condizione di esprimere le proprie attitudini personali, la propria originalità e creatività
  • Di essere salvaguardata da ogni forma di violenza fisica e/o morale
  • Di essere messa in condizione di godere e di conservare la propria dignità e il proprio valore anche in casi di perdita parziale o totale della propria autonomia e autosufficienza

 

La società e le istituzioni hanno il dovere:
Di rispettare l'individualità di ogni persona anziana, riconoscendone i bisogni e realizzando gli interventi ad essi adeguati con riferimento a tutti i parametri della sua qualità di vita e non in funzione solo della sua età anagrafica
Di rispettare credenze, opinioni e sentimenti delle persone anziane, anche quando essi dovessero apparire anacronistici o in contrasto con la cultura dominante impegnandosi a coglierne il significato nel corso della storia della popolazione
Di rispettare le modalità di condotta della persona anziana compatibili con le regole della convivenza sociale, evitando di "correggerle" e di "deriderle" senza per questo venire meno all'obbligo di aiuto per la sua migliore integrazione nella vita della comunità
Di rispettare la libera scelta della persona anziana di continuare a vivere nel proprio domicilio, garantendo il sostegno necessario nonché in caso di assoluta impossibilità, le condizioni di accoglienza che permettano di conservare alcuni aspetti dell'ambiente di vita abbandonato
Di accudire e curare l'anziano fin dove è possibile a domicilio, se questo è l'ambiente che meglio stimola il recupero o il mantenimento della funzione lesa, fornendo ogni prestazione sanitaria e sociale ritenuta praticabile ed opportuna. Resta comunque garantito all'anziano malato il diritto al ricovero in struttura ospedaliera o riabilitativa per tutto il periodo necessario per la cura e la riabilitazione
Di favorire per quanto possibile, la convivenza della persona anziana con i familiari, sostenendo opportunamente questi ultimi e stimolando ogni possibilità di integrazione
Di evitare nei confronti dell'anziano ogni forma di ghettizzazione che gli impedisca di interagire liberamente con tutte le fasce di della popolazione
Di fornire ad ogni persona di età avanzata la possibilità di conservare e realizzare le proprie attitudini personali, di esprimere la propria emotività e di percepire il proprio valore anche se soltanto di carattere affettivo
Di contrastare in ogni ambito della società ogni forma di sopraffazione e prevaricazione a danno degli anziani
Di operare perché, anche nelle situazioni più compromesse e terminali, siano supportate le capacità residue di ogni persona realizzando un clima di accettazione, di condivisione e di solidarietà che garantisca il pieno rispetto della dignità umana.